Assicurazione vita: come scegliere il capitale, opinioni e informazioni su come richiederla

Assicurazione vita: come scegliere il capitale

Quando si sottoscrive una polizza vita, uno degli aspetti più importanti da valutare è rappresentato dalla scelta dell’ammontare del capitale: in altre parole, l’importo di denaro che si intende assicurare.

Naturalmente, la scelta del capitale dipende principalmente dalla specifica necessità che si intende soddisfare: per esempio, con una assicurazione caso morte il contraente potrebbe desiderare una tutela in relazione a un debito contratto (un prestito connesso con la propria attività lavorativa o un mutuo per l’acquisto di un’abitazione). In questo caso per l’assicurato la scelta più vantaggiosa consiste nel fare affidamento su un capitale decrescente, che diminuisce progressivamente, a mano a mano che il debito viene saldato: l’importo da assicurare equivarrà alla somma presa in prestito.

La convenienza di tale polizza è evidente: nel caso in cui l’assicurato venga meno, i beneficiari avranno l’opportunità di utilizzare il capitale utile al rimborso del debito senza andare incontro a problemi economici.

In generale, poi, le polizze caso morte vengono prescelte da chi vuole tutelare e mantenere il tenore di vita dei propri familiari anche in caso di eventualità funeste, cioè se il capofamiglia, principale percettore di reddito, dovesse scomparire. L’importo da assicurare, in questa situazione, dipenderà dal reddito netto della persona assicurata moltiplicata per gli anni che si ritiene possano servire alla famiglia per acquisire l’indipendenza economica.

La copertura può essere, quindi, di cinque o dieci anni, ma viene prolungata in presenza di figli molto piccoli, i quali avranno bisogno di più tempo per diventare autosufficienti. Se la polizza viene sottoscritta per proteggere il tenore di vita dei familiari, è consigliabile optare per il capitale costante.

È bene sottolineare, tra l’altro, che le polizze vite non possono essere né sequestrate né pignorate. L’articolo 1923 del Codice Civile, infatti, stabilisce una tutela per coloro che hanno sottoscritto un’assicurazione sulla vita a fini previdenziali. La non sequestrabilità e la non pignorabilità si applicano sia ai premi versati che alle prestazioni che la compagnia deve erogare nel momento in cui si verifica l’evento luttuoso. Un bel vantaggio, dunque, considerando che i creditori non possono mettere le mani sui capitali: i premi, insomma, non possono essere riscattati in anticipo.

Un altro aspetto da mettere in evidenza riguarda il diritto di recesso: dopo la sottoscrizione del contratto, infatti, il contraente ha il diritto di esercitare il diritto di recesso dal contratto stesso entro trenta giorni dal momento in cui ha ricevuto la notizia della sua conclusione.

Prima di firmare il contratto, comunque, egli riceve una proposta di assicurazione, vale a dire una richiesta attraverso cui chiede alla compagnia la valutazione del rischio connesso alla sua vita e la sua accettazione. In questa fase preliminare il contraente ha sempre la possibilità di revocare la proposta: tale facoltà può essere esercitata fino a quando egli non viene a sapere che la compagnia ha accettato.

Da ricordare, infine, che le assicurazioni vita possono avvalersi della detrazione dei premi versati: la detrazione è pari al 19%, e la somma massima sulla quale essa può essere applicata è di 530 euro.