CARTE DI CREDITO

La carta di credito rappresenta uno strumento di pagamento, noto anche come moneta elettronica, costituito da una carta di plastica dotata di un dispositivo per il riconoscimento del titolare: essa viene emessa da una banca e garantisce a chi la utilizza sicurezza e comodità, nel senso che permette di effettuare pagamenti senza dover ricorrere al denaro contante.

Dal punto di vista pratico, le dimensioni di una carta di credito sono standard: lo spessore è di 0,76 millimetri, la larghezza è di 85,60 millimetri e l’altezza di 53,98 millimetri. Sulla carta di credito sono presenti una banda magnetica e un microchip, indispensabile per contrastare le frodi e aumentare la sicurezza: a differenza delle carte munite unicamente di banda magnetica, infatti, le carte di credito con microchip possono conservare i dati riguardanti il proprietario della carta; esse, inoltre, possiedono una capacità di memoria piuttosto ampia.

Un altro vantaggio individuabile nelle carte di credito con microchip è che esse possono essere usate per diversi servizi, proprio in virtù della capacità di memoria messa a disposizione dal microprocessore interno: sulla stessa carta, insomma, è possibile sfruttare la multi-applicazione, memorizzando diversi tipi di dati (dati di accesso, dati identificativi, eccetera). Le carte che hanno solo la banda magnetica, invece, consentono al massimo una funzione di pagamento.

Ma come funzionano le carte di credito? Tutto può essere ricondotto a un processo di autorizzazione del sistema bancario basato su un circuito di pagamento, un ente emittente (la banca) e un ente esercente.

In particolare, il circuito di pagamento non è altro che l’azienda che trasmette le richieste di spesa e le relative autorizzazioni tramite una rete di comunicazione: i circuiti mondiali più importanti sono American Express, MasterCard e Visa. L’ente emittente, invece, è l’azienda che emette la carta di credito: la banca stipula con il titolare della carta un contratto di finanziamento, e chi possiede la carta è un cliente a tutti gli effetti. Infine, l’ente esercente è l’esercizio commerciale che consente ai propri clienti, aderendo a un circuito di pagamento, di pagare utilizzando la carta di credito invece del contante: ciò è possibile tramite i Pos, cioè i Point of Sale, terminali che contabilizzano i pagamenti e comunicano verso i circuiti.

Ciò che contraddistingue una carta di credito, in sintesi, è il fatto che essa permette di regolare il pagamento in un momento successivo all’acquisto. La transazione di vendita coinvolge tre soggetti: l’istituto emittente che si impegna a pagare la somma dovuta al posto del cliente (e che può applicare una commissione); il fornitore che mette a disposizione del cliente i servizi o i beni che egli richiede; e il cliente, cioè il titolare della carta, che si impegna a restituire, secondo i modi e i tempi stabiliti dal contratto, l’importo della transazione all’istituto emittente.

Grazie a una carta di credito, il cliente ha la possibilità di pagare in assenza di contanti; la commissione dell’istituto emittente è dovuta al fatto che esso eroga un servizio. Il fornitore, d’altro canto, non deve temere l’eventuale insolvenza di pagamenti con assegni.

Come funzionano le carte di credito

Le carte di credito possono essere impiegate come strumento di pagamento e come strumento di prelievo allo sportello automatico (come avviene per una carta Bancomat) utilizzando il codice segreto relativo.

Per quel che riguarda il rimborso, il titolare della carta può decidere se optare per una rateizzazione o per una soluzione unica. La carta, in pratica, non è un titolo di credito, nel senso che non è prevista alcuna mobilizzazione del diritto: essa rimane sempre di proprietà della banca emittente che la cede al titolare solo temporaneamente. Inoltre, non è nemmeno un documento di legittimazione, perché il fornitore ha l’obbligo di verificare l’identità di chi la possiede.

In altre parole, la carta di credito è solo un documento che consente di certificare il contratto tra cliente ed emittente: nella maggior parte dei casi, essa può venire usata sia per pagamenti rateizzati che per pagamenti in una unica soluzione. Il cliente ha la facoltà di scegliere se pagare a interessi zero il saldo totale ogni mese oppure se rateare il pagamento: in questo secondo caso, però, viene applicato un Taeg annuo che in genere si aggira attorno al 14-15%.

Va detto, inoltre, che non è possibile superare – con i pagamenti – un certo importo, il cosiddetto fido: nel momento in cui si va oltre, la banca può cancellare la rateazione e pretendere che la somma dovuta venga restituita nel giro di poche settimane; oltre agli interessi può essere applicata una commissione di massimo scoperto per la quantità di denaro che eccede il fido.

Al momento, in ogni caso, la carta di credito più diffusa nel nostro Paese è la carta di credito a saldo, che quasi sempre viene proposta come servizio aggiuntivo dalle banche nel momento in cui si apre un conto corrente: essa permette di dilazionare di un breve periodo (di solito 45 giorni al massimo) il pagamento senza alcun tipo di onere aggiuntivo. In sintesi, questa carta offre a chi la utilizza l’opportunità di pagare in una soluzione unica tutte le spese effettuate nel mese precedente, con l’addebito che viene eseguito sempre in un giorno stabilito dal contratto (quasi sempre il primo giorno del mese).

La carta che permette di rateizzare il pagamento, invece, si chiama carta di credito rotativo, rateale o revolving: la rateazione, come detto, implica un costo ulteriore rappresentato dagli interessi. La durata della rateazione in genere non è predefinita, e il rimborso avviene a partire dal raggiungimento di una rata minima.

Infine, vale la pena di citare le carte di credito co-branded, che vengono emesse dalle banche in collaborazione con aziende terze e offrono servizi aggiuntivi che hanno lo scopo di fidelizzare i clienti.

Chi usa la carta di credito deve sapere che tale utilizzo non è mai completamente sicuro, nel senso che occorre tenere in considerazione la possibilità che i codici di autenticazione della carta vengano smarriti o, ancora peggio, clonati in seguito ad attacchi informatici: in queste situazioni, è indispensabile cercare di bloccare l’operatività della carta il prima possibile, rivolgendosi alla propria banca.

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