Conti deposito vantaggi e svantaggi

Chi sceglie di affidare una parte dei propri risparmi a un conto deposito è chiamato a valutare con attenzione pro e contro di tale decisione. Vediamo, dunque, quali sono i vantaggi e gli svantaggi connessi con l’apertura di un conto deposito. In primo luogo, deve esserne messa in evidenza la possibilità di rendimenti elevati, poiché il tasso di rendimento medio risulta sempre più alto del tasso di inflazione. Tramite le soluzioni di deposito vincolato, per altro, si ha l’opportunità di usufruire di tassi di interesse eccellenti (nell’ordine del 4 % lordo), restando al contempo sotto l’ombrello rassicurante di un conto deposito che rappresenta uno degli investimenti più sicuri a disposizione. Proprio questo aspetto costituisce un altro vantaggio di non poco conto: il basso rischio garantito dal conto deposito, soprattutto se messo a confronto con altri tipi di investimento di denaro sul breve periodo, quali per esempio i pronti conto termine. I depositi, sia che avvengano in banche fisiche sia che riguardino banche online, non devono fare i conti con il cosiddetto rischio di controparte, poiché rientrano nelle garanzie del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, né con altri tipi di rischio (per esempio quello di cambio). Tra gli altri aspetti positivi vale la pena di citare la massima libertà per il cliente, che può disporre dei propri soldi in qualsiasi momento, così che, anche in caso di improvvise esigenze ed emergenze, non debba sottostare al pagamento di fastidiose penali.

La lista dei contro non può che iniziare con l’imposta di bollo: mentre fino alla fine del 2011 erano le banche ad accollarsi, nella stragrande maggioranza dei casi, il pagamento del bollo (anche perché veniva richiesta una cifra inferiore ai due euro), con l’entrata in vigore del decreto fiscale salva Italia le cose sono cambiate: dal primo gennaio dell’anno scorso, infatti, è stata introdotta una imposta di bollo differente, che per il 2012 prevedeva un’aliquota dello 0,1 % all’anno, con soglia massima di 1200 euro e limite minimo di 34,20 euro, e per il 2013 un innalzamento dell’aliquota allo 0,15 % all’anno, con abbattimento della soglia massima. In pratica, se fino al 2011 la gestione di un conto deposito non comportava alcuna spesa per il cliente, adesso occorre tenere in considerazione questo tipo di pagamento, che può rendere svantaggioso ricorrere a tale forma di investimento nel caso di cifre non molto significative. Un altro svantaggio legato ai conti deposito riguarda lo svincolo anticipato (tenendo comunque conto che la presenza di un vincolo implica interessi maggiori): infatti, nel momento in cui un cliente sceglie di ritirare la somma vincolata in anticipo, la banca potrebbe richiedere il pagamento di una penale. In altri casi, ci si limita a una remunerazione al tasso base, o all’accredito dell’importo depositato senza l’aggiunta di interessi. Per evitare sgradevoli sorprese, dunque, è sempre meglio accertarsi in anticipo delle eventuali clausole in merito.

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