Fatture elettroniche, lo scenario delle imprese italiane

Scatta a gennaio 2019 l’obbligo della fattura elettronica per le imprese italiane. Sono pronte le nostre aziende ad accogliere la novità? A dissipare i timori è lo studio presentato dall’Osservatorio Fatturazione elettronica & eCommerce B2B del Politecnico di Milano.

Imprese pronte alla sfida

Lo studio condotto dai ricercatori milanesi ha coinvolto 126 grandi imprese (con più di 250 addetti) e 218 PMI. I risultati sono incoraggianti: emerge una conoscenza diffusa dello strumento e delle sue opportunità, oltre a un cauto ottimismo sulla possibilità di adottare senza eccessivi problemi questo nuovo strumento. Solo il 2% delle grandi imprese e l’8% delle PMI, infatti, considera ancora la normativa poco chiara e soltanto poco più di un quinto del campione (21%) ritiene che ci sarà un po’ di confusione sul mercato al momento dell’entrata in vigore dell’obbligo. Ma come funziona la fattura elettronica obbligatoria in vigore dal 2019? La guida pratica realizzata da Danea è uno strumento utile per chiarire gli ultimi dubbi sulla fattura elettronica.

I vantaggi della fatturazione elettronica

“L’obbligo di fatturazione elettronica tra privati – spiega Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2B – è un’opportunità che le imprese devono cogliere per rivedere internamente i propri processi. Solo così sarà possibile sfruttare le potenzialità che si generano grazie al passaggio da una “gestione per documenti” a una gestione per “flussi di dati” e dalla dematerializzazione di un documento alla digitalizzazione dell’intero ciclo ordine-pagamento. I benefici di questo passaggio sono evidenti: con l’introduzione della sola fattura elettronica strutturata si possono risparmiare tra i 5,5 e gli 8,2 euro per ogni fattura, mentre con la digitalizzazione dell’intero ciclo dell’ordine tra 25 e 65 euro ogni ciclo”. Le aziende non sembrano stare a guardare, tanto che solo il 5% delle grandi imprese e il 9% delle PMI non hanno ancora deciso come approcciarsi al nuovo obbligo normativo. Il gestionale, per le imprese intervistate, rappresenta una priorità, tanto che il 39% delle grandi aziende e il 32 % delle PMI intervistate lo adeguerà per adempiere all’obbligo normativo.

La sfida digitale non fa paura alle imprese

Più in generale, l’Osservatorio è passato ad analizzare lo stato dei processi di digitalizzazione nelle imprese che operano soprattutto nell’ambito dell’eCommerce B2B. I dati che emergono sono i seguenti: sono circa 130 mila le aziende che nel 2017 hanno digitalizzato il ciclo dell’ordine, adottando strumenti di eSupply Chain Execution. Un dato in crescita dell’8 % sull’anno precedente. Tra queste, il numero di quelle connesse tramite sistemi EDI che si scambiano i principali documenti del ciclo dell’ordine (ordine, conferma d’ordine, avviso di spedizione e fattura) è pari a 13 mila (+8 % su 2016). Più del 96 % delle imprese connesse appartiene a soli 5 settori: automotive, elettrodomestici ed elettronica di consumo, farmaceutico, largo consumo e materiale elettrico. Cosa si scambia di più? Proprio la fattura (il 30 % del totale dei documenti in EDI, +10 %), seguito dall’ordine (18 %, con un +7 %) e dall’avviso di spedizione (13 %, +8 %). Il ricorso all’Extranet (470 nel 2017, contro le 430 del 2016), invece, è forte nel comparto metalmeccanico (12 % delle Extranet attive). A ruota seguono i settori: largo consumo (11 %), automotive (9 %), abbigliamento (9 %), logistica (6 %), materiale elettrico (6 %), utility (6 %), elettrodomestici ed elettronica di consumo (5 %) e farmaceutico (5 %).