Fondi Offshore

Che cosa sono i fondi offshore?

I fondi offshore sono per definizione quelle tipologie di investimenti economici (denaro contante) domiciliato in conti non attivi nel territorio nazionale.

Può essere considerato offshore un conto o un fondo estero che ad esempio è ubicato nei cosiddetti paradisi fiscali, al riparo dalla tassazione e dal controllo delle autorità nazionali.

I fondi offshore non italiani sono considerati quelli al di fuori della comunità europea, in particolare nei paesi facenti parte alla famigerata black-list, ovvero territori a bassa (se non praticamente nulla) tassazione fiscale.

I fondi offshore spesso sono intestati a teste di legno, prestanome oppure dei trust, tramite la costituzione di società fittizie (a scatola cinese), un sistema utilizzato per evitare di pagare le tasse e in altri casi per mascherare attività illecite.

I fondi offshore più comuni sono utilizzati da imprenditori e investitori per riciclare denaro sporco dunque per nascondere dei proventi che non si vuole far tassare dallo stato in cui si ha la residenza.

Nel mondo la maggior parte di proventi illeciti come la droga, il traffico d’armi e la prostituzione viene riciclata tramite il sistema dei fondi offshore e delle società a scatola cinese.

Per reati come droga, traffico d’armi e sfruttamento della prostituzione è infatti prevista in molti paesi dell’ Unione Europea la rogatoria internazionale, uno strumento che permette alla magistratura di accedere a conti e attività della società e delle persone indagate per quei reati.

Esistono comunque diverse tipologie di fondi offshore, nei prossimi articoli andremo ad approfondire questa sezione che suscita molto interesse tra i lettori del nostro sito.

Scudo Fiscale: a San Marino tolti capitali per 5 miliardi di Euro.

Buone notizie per l’erario, in particolare per ciò che è relativo allo scudo fiscale, una manovra del Governo Berlusconi, che ricordiamo è stata inserita nel Decreto Legge Milleproproghe e che ha avuto sin dal suo inizio un effetto benefico per le casse del nostro paese.

Secondo Il sole 24 Ore infatti, lo scudo fiscale varato dal governo italiano è “costato” alle casse di San Marino ben 5 miliardi di Euro, che sono venuti a mancare in questi primi mesi del 2010 alla Repubblica del Titano.

Secondo il segretario di Stato dell’ Economia e delle Finanze di San Marino, Pasquale Valentini, 5 miliardi di Euro corrisponde ad un terzo di tutta la raccolta delle banche della piccola repubblica e che in ogni caso, nonostante questa grave perdita di denaro “cash”, l’economia dello stato ha comunque retto, dimostrando di essere molto forte.

In ogni caso dal punto di vista polito San Marino attacca in maniera molto dura l’ Italia, che a causa del Decreto Incentivi ha praticamente reso impossibile ogni forma di collaborazione economica delle aziende italiane con lo Stato Sammarinese.

San Marino è diventato il primo obiettivo degli 007 dell’ Agenzia delle Entrate che nel corso degli ultimi anni hanno realizzato una “stretta” nei confronti di società che collaborano storicamente con aziende della repubblica immersa tra i confini dell’ Emilia Romagna.