I conti correnti sono tutelati?

I conti correnti in Italia sono tutelati dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi, che fa sì che gli importi fino a 100mila euro conservati presso una banca che aderisce al Fondo vengano rimborsati anche in caso di fallimento o altre difficoltà affrontate dalla banca stessa. Il Fondo è stato istituito alla fine degli anni Ottanta (1987) e in principio l’adesione era volontaria; in seguito esso si è trasformato in un consorzio obbligatorio, la cui attività è regolamentata da uno statuto riconosciuto dalla Banca d’Italia.

Al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi devono aderire obbligatoriamente tutte le banche del nostro Paese costituite come società per azioni; diverso il discorso per le filiali di banche con sede in un Paese dell’Unione Europea: in questo caso, infatti, l’adesione è volontaria, e si coniuga con la tutela messa a disposizione dal sistema di garanzia del Paese di appartenenza.

Dal Fondo sono escluse le varie banche di credito cooperativo (le Bcc) che invece fanno parte del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo. Come detto, il Fondo Interbancario ha lo scopo di proteggere i titolari di conti correnti: esso garantisce una copertura massima di 100mila euro (dal 2011; in precedenza, la copertura massima era di 103.291 euro e 38 centesimi, corrispondenti a 200 milioni di lire) per ciascun correntista e per ciascun istituto di credito. Questo vuol dire che un soggetto titolare di due conti correnti fino a 100mila euro in due banche diverse sarà rimborsato per entrambi; un soggetto titolare di due conti correnti fino a 100mila euro nella stessa banca sarà rimborsato solo per 100mila euro.

Il Fondo non è altro che un patto di solidarietà tra le banche, che aderendovi si impegnano a soccorrersi l’una con l’altra ricorrendo all’accantonamento contabile. I correntisti italiani, dunque, possono contare su un sistema affidabile e sicuro, che li tiene al riparo da brutte sorprese.

Nel resto del mondo, vale la pena di citare il caso degli Stati Uniti, dove ogni correntista è coperto fino a un massimo di 250mila dollari dalla Federal Deposit Insurance Corporation (tra l’altro, i certificati di deposito e i conti correnti sfruttano coperture diverse). La copertura negli Stati Uniti è doppia: oltre all’agenzia indipendente Fdic, dipendente dal Governo Federale, può intervenire direttamente la Federal Reserve, cioè la Banca Centrale, in qualità di prestatore di ultima istanza nel caso in cui i fondi del bilancio federale non bastino. La doppia copertura è determinata dal fatto che la Fdic non tutela tutte le banche, ma le seleziona in maniera indipendente rispetto alla Banca Centrale (la quale, comunque, può intervenire anche con un quantitative easing senza limiti, cioè immettendo nuovo denaro in circolazione).

Diverso è il caso dell’Unione Europea: non esiste, infatti, un fondo interbancario gestito dai paesi della Ue, così come non è presente alcuna garanzia del risparmio da parte della Bce. Sono i singoli Stati a gestire la garanzia dei conti, anche se poi la Banca Centrale Europea può mettere a disposizione delle banche o dei paesi in crisi una certa liquidità.