I fondi pensionistici: le prestazioni

I fondi pensionistici: le prestazioni

In cosa consiste la prestazione di un fondo pensionistico? Si tratta, semplicemente, dell’erogazione di una pensione, cioè di una rendita, che viene messa a disposizione del soggetto iscritto a partire dal momento in cui va in pensione.

Il soggetto ha anche la possibilità di scegliere una liquidazione in capitale, vale a dire l’erogazione in soluzione unica, di una certa somma, comunque non superiore al 50% dell’intero importo accumulato. Una liquidazione del capitale totale è consentita solo in casi specifici, per esempio quando la rendita che può essere ottenuta dal 75% della somma accumulata è minore del 50% della pensione sociale.

Affinché il sistema dei fondi pensione possa risultare flessibile, comunque, sono previsti altri tipi di prestazione. Per esempio, se viene a mancare un requisito di partecipazione (il soggetto aderente viene licenziato dall’azienda in cui lavora), è possibile riscattare l’importo maturato o trasferirlo in un fondo pensione diverso; inoltre, un anticipo sulla somma accumulata può essere richiesto in presenza di spese mediche eccezionali, di necessità di ristrutturare una casa o per acquistare una prima casa per sé o per i propri figli.

È bene sapere, inoltre, che se l’iscritto rimane invalido o decedere, la somma maturata può essere riscattata dal coniuge, o dai figli (in assenza del coniuge), o dai genitori (in assenza del coniuge e dei figli), a patto che essi siano a suo carico e conviventi con lui. In assenza di coniuge, figli e genitori, la somma può essere riscattata dai beneficiari specificati dall’iscritto.

Solo il diritto a un anticipo è sancito dalla legge e irrevocabile: le altre condizioni, invece, pur essendo generalmente accettate possono variare a discrezione dei gestori.

Affinché il carattere previdenziale dell’investimento venga garantito, sono previste alcune norme di tutela: per esempio, è obbligatorio indicare una banca depositaria per il deposito dei titoli e delle liquidità e individuare i gestori tramite una selezione pubblica. È necessario, inoltre, stabilire regole per la gestione dei conflitti di interesse e indicare i vincoli agli investimenti.

Spetta al consiglio di amministrazione del fondo scegliere sia la società di gestione che la banca depositaria, ma anche stabilire le norme per disciplinare il conflitto di interessi e eventuali codici etici. Tra l’altro, non è proibito destinare i capitali dei fondi pensionistici ad aziende che fanno capo ai datori di lavoro presenti nel consiglio di amministrazione dei fondi stessi. Inoltre, non è esplicitamente vietato l’accumulo di cariche che potrebbero risultare in contrasto con la gestione del fondo, a patto che esse non siano in concorrenza con il fondo stesso: in altre parole, nulla vieta a chi siede nel consiglio di amministrazione di un fondo pensionistico di fare parte anche del consiglio di amministrazione di una società speculativa.

Insomma, gli obblighi di trasparenza riguardano i parametri di scelta che governano gli investimenti, la banca depositaria, le nomine dei consiglieri e la società di gestione, ma non si riferiscono direttamente al merito e alla qualità delle decisioni che vengono prese e delle scelte che vengono compiute. In altre parole, benché in linea teorica un fondo pensionistico dovrebbe puntare a investimenti a rischio basso, non è detto che questo accada sempre.