Il mobile banking, la banca sul cellulare e sul tablet

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Il mobile banking, la banca sul cellulare e sul tablet

Da quando nel 2008 fece la sua comparsa sul mercato il nuovissimo telefonino di casa Apple, l’iPhone, primo modello di cellulare in assoluto lanciato dalla casa americana, il mercato del mobile banking cambiò radicalmente. E nacque una nuova forma di comunicazione tra banca e clienti. Eppure, non era la prima volta che l’operatività bancaria, sia informativa sia dispositiva, poteva essere fruita anche in mobilità.

Le prime rudimentali forme di mobile banking, infatti, iniziarono a comparire quasi contemporaneamente alla nascita dei primi siti web. Inizialmente si trattava di esperimenti che sfruttavano perlopiù gli sms. Poi, con l’evoluzione delle tecnologie, seguirono nuove modalità di micro site in grado di adattarsi ai cellulari Wap e Umts. Ma la vera rivoluzione della banca sul cellulare è avvenuta solo a partire dal 2008. Da quando cioè gli smartphone di ultima generazione, dotati di sistemi operativi e connessioni 3G per navigare online ad alta velocità come dal pc di casa, hanno iniziato a diffondersi a macchia d’olio. BlackBerry, iPhone e simili, infatti, hanno spianato la strada verso la capillare diffusione del banking in mobilità.Tanto che ormai, quasi tutti gli istituti di credito si sono attrezzati con applicazioni ad hoc o micro site dedicati, ottimizzati nella grafica per consentire una navigazione più facile e veloce anche dal cellulare di ultima generazione (fig. 69).

Nascono le App bancarie, applicazioni scaricabili direttamente sul display degli smartphone next generation dall’AppStore ufficiale, per accedere direttamente a determinati servizi in maniera semplice e più veloce. Così, non è più necessario aprire il browser e digitare nella URL l’indirizzo del sito web che si intende visitare, ma basta cliccare, sull’ampio display tutto touchscreen, sull’icona dell’applicazione di interesse per avere accesso diretto alla sezione di login.

Tra le prime banche a comprendere le potenzialità del nuovo telefonino, diffusissimo e richiestissimo già a pochi mesi dal lancio ufficiale in Italia, ci furono quelle solo online, da sempre più reattive ai mutamenti del mercato. IWBank, ad esempio, sperimentò già sul finire del 2008, la sua piattaforma IWLite rendendola compatibile anche su iPhone e iPod Touch, mentre [email protected], CheBanca! e Banca Sella avviarono sperimentazioni di “TouchBanking” che vennero approvate da Apple ancora prima della fine dell’anno. L’evoluzione seguì velocissima, tanto che nel 2011, quasi tutti gli istituti di credito di grandi e medie dimensioni, comprese le territoriali, hanno applicazioni ad hoc da scaricare direttamente su iPhone o smartphone tipo Android, il sistema operativo di Google. Chi, invece, ancora non ha sviluppato applicativi nativi e integrati ci prova con i micro site ottimizzati nella risoluzione e nella grafica per adattarsi alla navigazione con telefoni touchscreen.

Le applicazioni, soprattutto quelle per iPhone, però, sono quelle che vanno per la maggiore. I grandi gruppi bancari del settore, Intesa Sanpaolo, MPS e UniCredit, sono tutti attivi, e dal 2011 anche le banche di medie e piccole dimensioni, così come le territoriali, si dotano di un’App per gestire conti e carte anche quando si è lontani da casa. Credem, Creval, Bper, Veneto Banca, Banca Etruria, BCC Brescia e Banca Marche compaiono nell’AppStore di casa Apple a fianco delle già online Allianz Bank, Banca Mediolanum, Banca Popolare di Vicenza, Banca Sella, Fineco, UBI Banca, Volksbank e Webank.

ntesa Sanpaolo, UniCredit, UBI Banca, Mediolanum, Webank e Banca Sella pensano anche ai cellulari simil-iPhone e hanno in catalogo applicazioni fatte apposta per chi ha in tasca un cellulare con il sistema operativo di Google. Cariparma, ING Direct, BNL Gruppo BNP Paribas e IWBank, infine, offrono la possibilità di accesso alla banca in mobilità soltanto via URL, con i micro site appositi.

L’evoluzione del mercato e delle tecnologie influenza inevitabilmente anche le caratteristiche dell’operatività bancaria via mobile phone. Com’era stato per l’Internet degli inizi, con i primi esperimenti di home banking, gli istituti di credito iniziano a comprendere la necessità di sperimentare forme di mobile banking innovative e dotate di funzionalità extra.

Accanto alle applicazioni o siti mobile in versione “basic” che forniscono informazioni su saldo e movimenti del conto, puntando tutto su un’operatività di base, come bonifici, giroconti e ricariche, alcune banche iniziano a sviluppare funzionalità che con l’operatività transazionale in senso stretto hanno poco a che fare. Webank e Fineco Bank pensano al trading e creano vere piattaforme fruibili anche in mobilità, con grafici di quotazioni che si aggiornano in tempo reale.

Banca Mediolanum e UniCredit, invece, si orientano sulla geolocalizzazione e mettono a disposizione mappe interattive per visualizzare i bancomat e le filiali presenti in zona, segnalando anche il percorso più comodo per raggiungerle.

Bancoposta, pur non avendo micro site o software appositi per la gestione del conto corrente anche quando si è lontani da casa, dal 2012 inizia ad avviarsi sulla strada dei servizi mediati via cellulare con due App per iPhone, gratuite, da scaricare da AppSto-re: Bollettino e Canone Tv; la prima, per pagare i bollettini postali, la seconda, invece, per rinnovare il canone RAI.

Nel frattempo, alcune banche già stanno pensando a come sviluppare l’instant mes-saging, per mettere in comunicazione clienti e consulenti dell’istituto di credito da telefonino in tempo reale, puntando anche su widget che sfruttino a pieno le potenzialità dialogiche dei telefonini di ultima generazione. Così, in un prossimo futuro, potrebbero essere a disposizione di clienti e non solo, applicativi di news, micro portali ottimizzati e navigabili anche da display touchscreen per avere accesso all’offerta della banca, agende da utilizzare sullo smartphone con un solo clic, tutti gratuiti e con marchio dell’istituto di credito.

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